Plantare propriocettivo

Le funzioni principali di un plantare estero-propriocettivo
- correggere gli squilibri osteo-articolari del meso-retropiede;
- ripartire le pressioni nella regione plantare;
- stimolare il lavoro dei muscoli ipoattivi;
- inibire il lavoro dei muscoli iperattivi;
- ristabilire una coordinazione neuro-muscolare di tutto l'arto inferiore con riflessi secondari a tutto il corpo;
- normalizzare l'equilibrio posturale generale.
Principio d'azione del plantare estero-propriocettivo.
La stimolazione estero-propriocettiva della pianta del piede innesca numerosi riflessi, sia monosinaptici diretti alla muscolatura intrinseca, sia polisinaptici, diretti a tutto il soma. Esiste una relazione tra i recettori della sensibilità plantare e l'attività motoria riflessa podalica (che è un'attività a controllo sottocorticale) " La stimolazione dei recettori plantari determina una modifica dell'attività dei muscoli tonico-posturali (muscoli a comando sottocorticale)"
LA STIMOLAZIONE PROPRIOCETTIVA E' DA CONSIDERARSI COME UN'INFORMAZIONE AMBIENTALE PER IL SISTEMA SOMATOSENSORIALE PERIFERICO. La soletta estero-propriocettiva permette, mediante una regolazione della risposta recettoriale, un riequilibrio del sistema di controllo posturale. Essa agisce attraverso una riorganizzazione del processo a livello neurologico e quindi non solo ricercando una correzione meccanica. Le solette esteropropriocettive agiscono attraverso meccanismi neurofisiologici mediante i recettori:
ESTEROCETTORI CUTANEI, che si trovano nella cute e sono sensibili alle sollecitazioni esterne; (corpuscoli di Meissner-corpuscoli lamellari di Pacini corpuscoli lamellari di Golgi-Mazzoni)
MECCANORECETTORI
PROPRIOCETTIVI a livello delle ossa, muscoli e tendini, sensibili alla pressione e alla tensione (distinti in NEUROMUSCOLARI-fusi neuro-muscolari- E NEUROTENDINEI- organi tendinei di Golgi).
A livello dei muscoli:
I recettori propriocettivi (o fusi neuro-muscolari) danno informazioni sul grado di tensione o contrazione di un muscolo al corno posteriore del midollo spinale attraverso le vie afferenti. L'ordine di comandare l'eventuale contrazione sarà dato dalla fibra efferente costituita da neuroni α; nello stesso tempo, un altro ramo efferente rilassa il muscolo contrapposto. Inoltre, la contrazione e il rilassamento sono regolati da un sistema di fasci extrapiramidali discendenti che vanno a regolare la contrazione di un muscolo attraverso un circuito γ, tramite una zona del cervello. A livello dei tendini: I sensori di Golgi, sensibili alla compressione o pressione esteriore, fanno si che, attraverso la fibra afferente, l'interneurone e la fibra efferente siano all'origine del rilassamento del muscolo. Gli elementi incitatori hanno un'azione locale ben precisa che è di dominio della neurofisiologia muscolare.
Quindi la stimolazione dei meccanorecettori propriocettivi, consente in modo fisiologico un controllo continuo dell'informazione posturale. LA STIMOLAZIONE METTE IN GIOCO GLI IMPULSI MIOTONICI:
RIFLESSO MIOTATICO DIRETTO (attraverso la stimolazione del fuso neuromuscolare)
RIFLESSO MIOTATICO INVERSO (attraverso a stimolazione dell'organo tendineo di Golgi)
CON RIEQUILIBRIO DEL SISTEMA DI CONTROLLO POSTURALE.
Le solette estero-propriocettive determinano quindi una stimolazione sensoriale riflessa dei muscoli intrinseci del piede e quindi della catena muscolo-connettivale corrispondente, con modulazione del tono dei muscoli stessi e delle tensioni delle fascie e dei legamenti mesenchimali. Si ha un recupero e una regressione di tutte le alterazioni posturali ascendenti. OSSIA SI HA UNA CORREZIONE FISIOLOGICA DELLA POSTURA.
IN ULTIMA ANALISI ,La stimolazione estero-propriocettiva permette un'armonizzazione globale attraverso il recupero del tono della catena muscolo-connettivale trattata e la normalizzazione delle afferenze recettoriali da essa provenienti con riequilibrio del sistema di controllo posturale
I plantari estero-propriocettivi quindi non svolgono alcuna azione di sostegno osseo ma sono caratterizzate da elementi dello spessore di pochi millimetri (in genere 2 mm) in grado di agire sui recettori.